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Rubber ducking about stuff.

Aaron Swartz

Scritto il 13/01/2013 da Alessandro Martin.    

Due sono le cose che mi hanno colpito della morte di Aaron Swartz: l’impressionante numero di cose che è riuscito a fare nella sua brevissima vita e la strana sensazione che si prova quando ad andarsene è qualcuno che non conoscevi ma con cui sei entrato in contatto attraverso le cose che ha prodotto.

Aaron a quattordici anni partecipava alla definizione delle specifiche del formato RSS. Quattordici anni. Io a quella età stavo ancora cercando di capire come sopravvivere ai brufoli. Il resto della sua vita lo ha speso lavorando e guadagnandosi il rispetto di gente come Lawrence Lessig e Tim Berners-Lee, mescolando l’impegno nella politica e nella tecnologia.

In tantissimi hanno usato il software creato da Aaron e persino questo post è scritto con il formato che lui ha contribuito a creare. Quando se ne va un persona così, suicidandosi a ventisei anni, ti lascia un vuoto. Anche se non l’hai mai conosciuta, anche se non sapevi che faccia aveva. Mentre cerco di spiegarmi questa sensazione mi viene in mente Nick Drake, che se ne andato alla stessa età e ci ha lasciato la sua musica. Forse la cosa più importente che Aaron Swartz ci ha lasciato non è il suo software, ne le sue intuizioni, ma l’esempio dei suoi ventisei anni vissuti da ribelle.

He used his prodigious skills as a programmer and technologist not to enrich himself but to make the Internet and the world a fairer, better place. His deeply humane writing touched minds and hearts across generations and continents. He earned the friendship of thousands and the respect and support of millions more.” — http://rememberaaronsw.tumblr.com/family

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