Qualche giorno fa (il 21 ottobre) ho avuto la possibilità di partecipare al Google Developer Day, l’evento organizzato da Google per promuovere i nuovi prodotti per gli sviluppatori.
E’ stata una esperienza piuttosto interessante soprattutto per uno come me che ha sempre guardato allo sviluppo di software più come ad un divertimento che come ad un lavoro. Ecco alcune considerazioni sparse e forse pure sconclusionate sull’esperienza.
- Non ci sono più i nerd di una volta. Niente occhiali spessi, niente brufoli, pochi vestiti trasandati. La popolazione era più che altro costituita da ragazzi universitari e sviluppatori di aziende di software ben vestiti che facevano sfoggio di palmari, Iphone, Black Berry e quant’altro. Peccato, io ero affezionato al mio stereotipo.
- Il cibo era in linea con le aspettative, ovvero ottimo. Peccato che la grande ressa di fronte al buffet mi abbia costretto a mangiare in piedi e piuttosto in fretta per arrivare in tempo al codelab di App Engine.
- Il keynote è stato davvero molto orientato al marketing dei prodotti Google. Un 10 va comunque al buon Brian Fitzpatrick che ha presentato con grande stile e facendo divertire la platea. Oggetto della presentazione è stato quello che non si fa fatica a definire come un altro capitolo del piano per il “dominio del mondo” di Google. Dopo aver di fatto ottenuto il primato nella gestione dell’accesso all’informazione sul web Google ha deciso di aprire sempre più il suo modello di business (similmente a quanto hanno già iniziato a fare Amazon). Un progetto che si fonda su la creazione di nuovi client (Android e Chrome) e sulla promozione di tecnologie lato server (App Engine, Google Data API, Open Social) che consentano un più semplice accesso programmatico ai dati e lo sviluppo di applicazioni basate su una infrastruttura scalabile.
- App Engine? Mixed feelings. La talk ed il codelab su App Engine erano la cosa che mi incuriosiva di più. Sono arrivato all Google Developer Day interessato alla nuova piattaforma ma con qualche dubbio, ne sono uscito ancora più dubbioso. App Engine è una idea ottima ma ci vorrà del tempo prima che diventi qualcosa di davvero usabile. Perché? Ecco le prime cose che mi vengono in mente:
- Mancanza di support per il threading
- Manca la possibilità di creare operazioni ripetute a intervalli regolari (tipo crontab)
- Manca la possibilità di creare thread
- Il fatto che sia basato su un database non relazionale (Bigtable) rende piuttosto complicato lavorare con i framework esistenti come Django. Bigtable inoltre non supporta l’integrità referenziale, lasciando dunque il compito di mantenere la coerenza interna dei dati allo sviluppatore.
Momento migliore? Lo scambio di battute con uno degli ingegneri di Google durante il codelab: Io (copiando ed incollando un pezzo di codice dalla documentazione di App Engine) : – This is cut & paste programming! Lui (ridendo): – This is the way I do it!
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