SEO e brand reputation in 4 mosse

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Nella maggioranza dei casi quando ho avuto a che fare con progetti di brand reputation le cose sono andate più o meno così: il cliente ha fatto una fesseria o si è comportato male, la gente lo è venuto a sapere ed ha cominciato a parlarne, il cliente ha cercato qualcuno che ripulisca (!!!) le SERP dai risultati che mettono in cattiva luce il brand. Ora, rullo di tamburi, voglio svelare la ricetta infallibile per risolvere il problema di reputazione di qualunque brand.

  1. Ficcati in testa che il problema sei tu, non i motori di ricerca.
  2. Smetti di fare il cattivo: identifica ed elimina la causa primaria del tuo problema di reputazione
  3. No davvero, smettila: chiedere scusa è un buon inizio, essere trasparenti è meglio
  4. Non avere paura:  usa i motori di ricerca per parlare a quelli che hanno problemi con il tuo prodotto

Facile no? Altro che spazzini del web.

UPDATE. Come mi fa notare indirettamente il buon SEO Anziano nei commenti, andrebbe aggiunto un’altro punto

  • Accetta il fatto che le persone sono libere di esprimere il proprio parere sul Web. Non puoi farci nulla (per fortuna).

Il mio text editor è differente

talk nerdy to me Creative Commons License credit: chıcgeeĸ

Ogni volta che apro il mio editor di testo di fiducia in pubblico si ripete più o meno la stessa scenetta:

  • Pubblico: “Cos’è quello?!”
  • Io: – “Beh quello è VIM…”
  • Pubblico: “Perché lo usi?”
  • Io: “Mah, perché fa qualunque cosa…”
  • Pubblico: “Ah, allora lo proverò anche io…”
  • Io: “Te lo sconsiglio”
  • Pubblico: “Perché?! Sei il solito nerd elitista ed arrogante…”
  • Io: “No… è che ha una curva d’apprendimento piuttosto ripida…”

Segue un interminabile predicozzo in cui spiego perché un editor modale e programmabile come VIM ha caratteristiche che potrebbero spaventare il nerd più coraggioso ma anche rendere la vita molto più semplice a tanti. D’ora in poi questo noiosissimo discorso verrà sostituito dall’immagine qui sotto. Amen.

Learning Curves