Microformats: una definizione

Molti hanno pensato di dare una definizione chiara e coincisa, che riassuma in modo comprensibile cosa siano questi “cosi” e quale sia lo spirito da cui nascono. Ad esempio una definizione molto sintetica e precisa è questa:

Microformats are simple conventions for embedding semantics in HTML to enable decentralized development.

Corretta, precisa e coglie appieno lo spirito del progetto. Il problema è che poi andrebbero spiegati ad un comune mortale concetti come “semantics” (semantica/significato) e “decentralized development” (sviluppo decentralizzato/distribuito). Ho pensato quindi ad una definizione un po’ diversa che utilizzi il più possibile linguaggio e concetti della vita di tutti i giorni.

Microformats are frames for your contents. Using Microformats you tell, in a way both humans and machines can understand, what is the basic meaning of what you are writing in a web document.

In italiano:

I Microformats sono cornici per i tuoi contenuti. Usando i Microformats dici, in modo che sia umani che macchine possano capire, qual’è il significato di base di ciò che stai scrivendo in un documento web.

Un esempio:

Diciamo che io stia scrivendo la recensione di un libro. Si tratta di un blocco di testo in cui dico chi è l’autore, il titolo, di cosa si parla e se l’ho trovato bello o brutto. Per capire che sto facendo una recensione un essere umano deve leggere un po’ del testo, anche solo le prime righe pere rendersi conto di qual’è la “cornice di significato” in cui mi sto muovendo. La cornice di significato è quello che mi fa capire che sto facendo una recensione, invece di segnalare il sito di un collega oppure indicare dove sta un certo negozio. Per capire la stessa cosa, una macchina dovrebbe fare una complessa analisi del testo basata su una base di conoscenza preesistente che gli dica “se sono presenti certe parole nel testo, disposte in un certo modo, allora si tratta di una recensione”. Ma se cambia la lingua? O se lo stile della recensione è differente o “creativo”? I Microformats risolvono il problema stabilendo un modo condiviso di definire queste cornici di significato attraverso il codice HTML. Molti esempi relativi a testi “incorniciati” con hReviewsi trovano sulla pagina wiki dei Microformats

Il concetto di cornici di significato è stato inventato e discusso da Erving Goffman in ambito sociologico. Quindi devo a lui l’ispirazione. Altre definizioni di Microformats, insieme a quelle che ho citato, possono essere lette qui.

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3 comments ↓

#1 Motori di ricerca e Microformats | Think Pragmatic! on 10.09.07 at 23:03

[...] ho detto in un altro post i Microformats sono uno strumento in grado di aggiungere semantica ad un documento XHTML. Strumenti [...]

#2 Andrea on 11.26.08 at 15:19

Rispondo qui a più di un anno di distanza, perché, dopo il tuo pranzo-lezione in cui mi avevi spiegato a grandi linee i microformats, sono riuscito solo ora ad approfondire un po’. Ho un dubbio di fondo che riguarda proprio l’aspetto semantico. Stando all’architettura web W3C, HTML è costruito per NON essere semantico: serve a descrivere la presentazione di un contenuto. Di qui tutti i problemi legati all’implementazione di un Semantic Web. Il buon Allsopp vorrebbe semplificare la vicenda introducendo la semantica nell’HTML tramite microformat. Ma questo ha senso? Ci sarà pure una ragione per cui il buon Berners Lee spinge per una separatezza tra contenuto (cui dovrebbe interessare il livello semantico), presentazione e interazione, e progettare in modo nuovo il web semantico… o mi manca un pezzo? (non reclamo un principio di autorità, ma un sospetto rispetto alla via “ufficiale” del web semantico). Andrea

#3 Alessandro on 12.03.08 at 22:37

@Andrea Quello che sollevi è l’obiezione principale contro i microformats. Il fatto è che questi microformati nascono proprio dall’esigenza di avere qualcosa che funziona “qui ed ora” mentre si progetta il Web Semantico con tutte le lettere maiuscole. A dir la verità a questo punto esistono, anche sotto forma di raccomandazioni W3C, metodi per specificare la semantica di un documento HTML più raffinati, come ad esempio RDFa (http://en.wikipedia.org/wiki/RDFa). Ti accorgerai subito però che i livello di complessità, e quindi la facilità di applicazione per i comuni mortali è molto più alto di quanto sia per i microformats.