Perchè dovrei fare io quello che può fare una macchina?

Tim Berners-Lee

Chi per primo si è messo a parlare seriamente di Semantic Web è Tim Berners-Lee (il signore nell’ immagine qui sopra), il padre del Web, in un articolo, ormai classico. Il buon Tim, c’era da aspettarselo, ha delle idee non male. Abbiamo la possibilità di distribuire in modo facile e veloce informazioni e di collegarle fra loro e, se siamo bravi ad usare i motori di ricerca, siamo anche in grado di trovare spesso quello che cerchiamo. Il problema però è che dobbiamo:

  • imparare il linguaggio dei motori di ricerca;
  • cercando di fare le domande giuste;
  • essere fortunati;

Il tutto insomma è un pò macchinoso, e i risultati sono anche piuttosto imprecisi. Questo è docuto al fatto che il Web ci da la possibilità di lavorare piuttosto bene con dei documenti, ma meno bene con i dati, ed ancora meno bene con le relazioni che li legano. E allora?

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p class=”MsoNormal”>Se ad ogni dato sono associati dei metadati che ne specificano la semantica ovvero il significato, e se questi metadati sono comprensibili alle macchine, ovvero un computer li può leggere e capire, allora il panorama del Web cambierebbe in modo rivoluzionario. Sarebbe possibile pensare a degli agenti cioè dei programmi in grado di rispondere a domande molto più complesse di quelle di un motore di ricerca per come lo conosciamo ora. Tutto molto bello, ma c’è un grosso problema: chi dovrebbe avere il compito di associare metadati ad ogni risorsa (immagini, file di testo, filmati…) esistenete ? Qualche informazione può essere estratta automaticamente, ma necessariamente altre devono essere create da esseri umani. Altra questione è quella della polisemia: non sempre (quasi mai a dire il vero) ad un oggetto viene attribuito lo stesso significato in tutte le parti del mondo. Chi decide dunque qual’è il vero significato? Come è possibile garantire che sistemi diversi, che attribuiscono alle stesse cose diversi significati, possano comunicare fra loro?

Molte di queste questioni sono ancora aperte, e diverse soluzioni sono state proposte. C’è chi pensa a soluzioni ingrado di catalogare l’intero scibile umano , mentre altri pensano che sia meglio fare un passo alla volta. Di questo e altro si parlerà nei prossimi post.


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