
Lavorando nell’ambiente dell’informatica ed in particolare del web, si finisce delle volte per muoversi sempre nel solito piccolo microcosmo di un centinaio di siti web che vengono visitati più o meno di frequente. Tipicamente si tratta di siti o applicazioni web fatte in modo almeno dignitoso, anche perchè in caso contrario non reggerebero un uso continuo. Alle volte però mi capita, per caso o per scelta, di dare un’occhiata a cosa succede là fuori. Beh credetemi, c’è la più nera disperazione. Per uno dei progetti a cui sto collaborando, sto raccogliendo dati sulle aziende italiane che si occupano di informatica per i beni culturali. Il mio obbiettivo è esattamente quello per cui questi siti dovrebbero essere stati progettati: cerco informazioni sull’azienda ( dove stà, cosa fa, quali sono i suoi clienti), quello che dovrebbe fare un potenziale cliente alla ricerca di qualcuno che offra i servizi di cui ha bisogno. Il panorama che mi sono trovato di fronte è una fiera delle atrocità, un campionario delle “cose da non fare“, delle “worst practice” per la realizzazione di un sito web. Informazioni duplicate o inaccessibili, siti completamenti realizzati in flash (che oltre ad essere carne morta per i motori di ricerca impediscono anche un semplice copia-incolla dei contenuti), irritanti animazioni che si ripetono ad ogni cambio di pagina, scelte di colori che farebbero impallidire un daltonico, e.. ultimo ma non da meno, un bel sottofondo musicale midi (credo fossero i pink floid) senza nessuna possibilità di interruzione per l’utente che non ha altra scelta se non ficcarsi un cacciavite in un orecchio. Quali impressioni può avere un potenziale cliente che si trovasse a visitare quelle pagine? Trascuratezza, poca professionalità, poco gusto. In altre parole, piuttosto che presentarsi con un simile biglietto da visita, forse sarebbe meglio pensarci su due volte, e ricordare che un sito web, per quanto piccolo e semplice, deve essere costruito con professionalità e competenza.
Insomma, basta guardardarsi un po’ attorno per avere una sensazione di déjà vu che fa tornare indietro di più di dieci anni quando le gif animate imperversavano su ogni pagina . Per chi ha il gusto dell’orrido poi c’è questa classifica di PC World: i venticinque peggiori siti web. Io mi trovo d’accordo almeno sul primo classificato… ma di questo parlerò nei prossimi post.
Post correlati:
